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L’ossidiana è un vetro vulcanico di formazione accidentale. Si genera a seguito del repentino raffreddamento di magmi acidi effusivi (ad alto contenuto di silici), fluidi e poveri di gas, i quali vetrificano se esposti a basse temperature o entrando in contatto con l’acqua (Mattias P. P. 1983), più raramente da vulcani in attività esplosiva. Si rinviene come parte esterna di colate laviche, stratificata tra altre rocce vulcaniche, oppure sotto forma di corpi arrotondati di dimensione variabile denominati noci o noduli. E’ una roccia amorfa priva di struttura cristallina ed essendo microscopicamente indistinguibile dalle altre rocce vulcaniche silicee, viene identificata dai petrologi in base al suo contenuto di acqua, che in condizioni normali è inferiore all’1% (Le Maitre R. W. et al).
L’ossidiana fu menzionata per la prima volta dal filosofo greco, discepolo e successore di Aristotele, Teofrasto (372 ca-287 a.C.) nel suo trattato “De lapidibus” sui minerali. Nel “Naturalis Historia”, del primo secolo d.C., lo storico naturalista latino Plinio il Vecchio, cita l'ossidiana coi nomi di “Lapis Obsianus” o “Obsidianus”, derivati probabilmente dal nome del romano che per primo ne segnalò la presenza in alcune zone dell'Etiopia, un certo Obsius od Obsidius. In epoca preistorica, veniva adoperata come materia prima per la costruzione di armi, arnesi ed altri manufatti. Successivamente, con l'avvento dei metalli viene rivalutata e considerata pietra preziosa, diventando gioiello e oggetto decorativo per le borghesie romane, greche, egizie ecc. Oggi viene impiegata in gioielleria, nelle diverse varietà policromatiche molto pregiate e ricercate.
Principali caratteristiche fisiche
Colore: grigio scuro, marrone scuro o nero, spesso presenta striature verdi, gialle e purpuree, causate dalla presenza di ferro e magnesio. Quando presenta chiazze bianche di forma circolare viene definita ossidiana “Fiocco di Neve” (Snowflake).
Lucentezza: vitrea, talvolta opaca.
Trasparenza: traslucida.
Sistema cristallino: assente (l’ossidiana è una roccia amorfa).
Abito: si presenta sotto forma di noduli compatti o di massicce colate stratificatesi tra altri tipi di roccia vulcanica. Piccoli noduli (noci) di ossidiana levigati ed arrotondati dagli agenti atmosferici vengono definiti “Lacrime d’Apache” (Apache Tears). I noduli possono contenere minute bolle d’aria, allineatesi lungo gli strati di colata prima del raffreddamento e producono spettacolari effetti, come quelli dell’ Ossidiana Splendente (Sheen Obsidian), o dell’Ossidiana Arcobaleno (Rainbow Obsidian).
Frattura: concoide.
Durezza: grado 5,5 della scala di Mhos; viene scalfita dall'ortoclasio e con difficoltà dalla lama di un temperino.
Peso Specifico:in media 2,6.
Sfaldatura: assente.
Striscio: colore bianco.
Dov'è reperibile l'ossidiana? L’ossidiana è reperibile in tutti i continenti, in particolare, lungo la dorsale montuosa dell’America occidentale, nella Siberia orientale, in Cina, in Giappone, in Melanesia, in Polinesia, in Nuova Zelanda, in Islanda, in alcune piccole isole dell’Atlantico centrale, nell’Africa orientale, nella Penisola Arabica, sui Carpazi, in Anatolia centrale, nei pressi del Lago Van in Armenia, nell’Egeo sulle isole di Antiparos, Melos e Gialy, ed infine è presente in quattro isole del Mediterraneo occidentale, a Pantelleria, Lipari, a Palmarola e in Sardegna nell’area del Monte Arci. |
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